Tratto da. “La prima formazione religiosa e morale della
giovane” di Beaudenom - Torino, Società Editrice Internazionale,
pag. 82
DIO SOMMO PADRONE!
“Supponiamo che tu abbia fatto un bel ricamo sopra un pezzo di tela di nessun valore: questa tela ricamata , opera delle tue mani, è roba tua, non è vero? Ora, supponiamo che una delle tue compagne te la prenda e te la laceri. Che sdegno e che minacce! Lascia stare! È roba mia, rendimela!
Ebbene, figlia mia, tu appartieni a Dio più di quanto quella tela appartenga a te: tu sei opera delle sue mani più di quanto quel ricamo è opera delle tue, perché in fin dei conti non sei tu che hai fato la tela, il filo e l’ago di cui ti sei servita.
Pensa quale sarà il sentimento di Dio, se tu alteri o laceri la sua opera in te, con qualche peccato volontario o fatto con malizia. Ah! Se tu potessi udire la sua voce, essa ti ripeterebbe le tue parole: Lascia stare! Quest’anima è mia, rendimela!”
Siamo davanti alla logica del criminale che dice ad una persona: tu sei una schiava e sei uguale alla tela. Solo chi adora il cristo Gesù può ridurre le persone a bestiame pronte per essere stuprate.
La tela è “roba mia”; la persona è “roba di altri” diversi dalla persona.
E’ la logica della schiavitù propagandata dalla chiesa cattolica in questo trattato, la prima formazione morale della giovane, il cui scopo era quello di trasformare la persona in un oggetto posseduto: dal dio prima, dal branco che la stupra dopo.
Se un pezzo di tela non rivendica la proprietà di sé stesso, l’individuo rivendica la proprietà el proprio corpo, della propria anima e del proprio futuro davanti ad un dio padrone e ad un cristo Gesù che intendono negarlo.
Questa violenza, che la chiesa cattolica impone sui bambini, da un lato predispone le bambine a subire la violenza e dall’altro legittima i ragazzi a fare violenza sulle bambine o sui più deboli in quanto sono solo oggetti di possesso.
Quando leggiamo fatti come questo:

