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Alienazione.
L'interrogativo è balzato alla mente dell'arcivescovo di Los
Angeles, cardinale Roger Mahoney, quando le casse della sua
diocesi cominciavano a languire: come far saltar fuori la
montagna di quattrini necessaria a risarcire le decine e decine
di vittime degli abusi sessuali commessi dai suoi sacerdoti? Gli
è bastato guardarsi intorno per risolvere la questione, e
decidere senza tentennamenti: "Vendiamo i gioielli di famiglia".
Così, il primo a partire è l'edificio principale: 12 piani di
uffici amministrativi verranno alienati il più rapidamente
possibile, e ad essi farà seguito la cessione di altri 50 beni
immobiliari, dichiarati 'non necessari' dal massimo esponente
della Chiesa cattolica di Los Angeles. L'arcivescovo ha
assicurato che nessuna chiesa e nessuna scuola parrocchiale
verranno vendute. Solo il patrimonio immobiliare. Basterà a
soddisfare le richieste dei legali che hanno intentato più di
500 cause?
Mezzo miliardo di indennizzi.
La diocesi di Los Angeles, la più grande degli Stati Uniti, ha
quasi 5 milioni di fedeli. Lo scandalo degli abusi sessuali
della città californiana rivaleggia con quello di Boston, dove
più di 500 membri del clero sono stati accusati di abusi sui
minori negli ultimi 60 anni, e dove gli accordi giudiziali del
2003 hanno raggiunto la cifra di 85 milioni di euro. I legali
coinvolti nelle conciliazioni a Los Angeles hanno affermato che
se un accomodamento generale venisse raggiunto, tra i ricorrenti
e la Chiesa, l'esborso di quest'ultima potrebbe raggiungere i
500 milioni di dollari. Dal 1985, la diocesi di Los Angeles ha
pagato 100 milioni di dollari per 'accomodare' 85 contenziosi.
Recidivi.
Alcuni tra i casi più emblematici sono quelli del reverendo
Michael Baker e di padre Lynn Caffoe, non tanto per la gravità
delle accuse a loro carico, quanto per il fatto che furono tra i
pochi ad essere 'coperti', o non adeguatamente sanzionati, dalle
autorità ecclesiali. E' un dato di fatto che la Chiesa abbia per
anni considerato gli abusi sessuali perpetrati dai suoi membri
come accadimenti alla stregua di peccati perdonabili, se
confessati. Nonostante negli ultimi 15 anni, l'atteggiamento
nei confronti dei preti pedofili si sia fatto più severo, le
pratiche relative ai casi di Barmasse e Caffoe, 'riposarono'
negli archivi per anni. La sanzione loro irrogata consistette
nella sospensione temporanea dall'incarico. L'arcivescovo
Mahoney, venuto a conoscenza degli abusi, non li riferì alla
polizia, ma sospese entrambi, per inviarli successivamente da un
consulente psico-terapeutico, che proibì loro di avere contatti
con minori. Qualche tempo dopo fu assegnato loro un altro
incarico, ma nelle nuove parrocchie la storia si ripetè. Solo di
fronte a comportamenti recidivi i sacerdoti furono finalmente
rimossi dal magistero. A dispetto della pletora di accuse nei
confronti dei preti di Los Angeles, l'arcivescovo Mahoney è
rimasto a capo della diocesi. Oggi, il cardinale spera che i
beni materiali della Chiesa californiana possano coprire i costi
delle conciliazioni giudiziali. Un processo di espiazione della
colpa tutt'altro che spirituale.
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