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La Casta dei giornali Cattolici Più
di 100 giornali o periodici cattolici sono finanziati dallo Stato. Ma
non erano sufficienti l'otto per mille e l'esenzione degli immobili
religiosi dall'ICI? Le nostre tasse contribuiscono a "La Voce dei Berici
della Diocesi di Vicenza" e a "La Valsusa della Stampa Diocesana
Segusina".
Imperdibili per i fedeli più devoti. "Le
testate percettrici di contributi diretti, relativi all’anno 2003,
risultavano dunque 386, divise in otto categorie... QUARTA
CATEGORIA: in pratica, monopolio di testate facenti capo, direttamente o
indirettamente, alla Chiesa cattolica (diocesi, arcidiocesi, ordini
religiosi, conventi, associazioni e opere pie, confraternite, ecc.). Fra
i 106 «periodici editi da cooperative, fondazioni o enti morali ovvero
da società il cui capitale sociale sia detenuto da cooperative,
fondazioni o enti morali» si contavano sulla punta delle dita di una
sola mano quelli editi da organizzazioni non cattoliche come l’Istituto
Buddista e non religiose come l’ANMIL (Associazione dei Mutilati e
Invalidi del Lavoro) e la Federazione Orticoltori.
A
primeggiare era la Società San Paolo. Fondata nel 1914 da don Giacomo
Alberione, opera in trenta nazioni «e in molteplici campi di attività:
editoria libraria, giornalistica, cinematografica, musicale, televisiva,
radiofonica, audiovisiva, multimediale, telematica; centri di studio,
ricerca, formazione, animazione». I Paolini sono impegnati
programmaticamente e sistematicamente «nella diffusione del messaggio
cristiano utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione
dell’uomo di oggi per comunicare». E la Periodici San Paolo, in
particolare, riusciva a utilizzare puntualmente anche i contributi messi
a disposizione dallo Stato italiano, assommando con sei testate una
cifra superiore al miliardo delle vecchie lire: Famiglia Cristiana (210
mila euro), Il Giornalino (210 mila), Jesus (49 mila), Vita Pastorale
(34 mila), Famiglia Oggi (5 mila) e Letture (5 mila).
A parte la San Paolo, la gran parte delle testate di questa categoria si accontentavano di contribuzioni sotto i 50 mila euro: la più bassa in assoluto, meno di duemila euro, quella assicurata alla Impresa Tecnoeditoriale Lombarda per la Rivista Diocesana Milanese. Solo
quindici riviste riuscivano ad aggiudicarsi un aiuto pubblico compreso
fra i 50 mila e i 100 mila euro: L’amico del Popolo (102 mila), Città
Nuova della Pia Associazione Maschile opera di Maria (94 mila), Toscana
Oggi (89 mila), La Vita del Popolo dell’Opera San Pio X (82 mila),
Corriere di Saluzzo (80 mila), Verona Fedele (74 mila), Il Popolo
dell’Opera Odorico da Pordenone (65 mila), La Vita Cattolica (64 mila),
L’Azione della Diakonia Ecclesiale (63 mila), La Difesa del Popolo (61
mila), La Voce dei Berici della Diocesi di Vicenza (57 mila), Adista «fatti,
notizie, avvenimenti su mondo cattolico e realtà religiose» (56 mila),
La Voce del Popolo «settimanale di informazione della cultura cattolica
di Brescia. Documenti e informazioni sulla Diocesi e sulla Curia
Vescovile» (56 mila), Il Nuovo Rinascimento dell’Istituto Buddista
Italiano Soka Gakkai (52 mila) e La Valsusa della Stampa Diocesana
Segusina (51 mila). Nel 2004 queste testate passeranno da 106 a 115, per una contribuzione complessiva di 3 milioni 674 mila.
Lincato dal mitico sito
di Beppe Grillo "Beppe Lopez, La Casta dei giornali,
ed. Nuovi Equilibri |