POLITICA
   




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Cara politica come ti compro!

21 Aprile 2008

I partiti politici e soprattutto gli “onorevoli” non si arricchiscono soltanto con gli stipendi, i privilegi e i rimborsi elettorali, bensì anche tramite le offerte che arrivano da parte di privati cittadini o da aziende.
Riporto alcune cifre deducibili dalla segretissima documentazione conservata negli uffici del Parlamento che elenca, fra numeri e sigle, i finanziamenti di questo tipo avvenuti tra il 2006 e i primi mesi del 2008. Carte importanti che disegnano gli intrecci e i rapporti tra le lobby del mondo imprenditoriale, politico e probabilmente anche giornalistico.

Per la sola campagna elettorale del 2006, l’ex Ministro dello sviluppo economico (suo personale) Pier Luigi Bersani ha ricevuto più soldi di tutti. 500 mila euro in parte così ripartiti: 35 mila dalla “Manutencoop” 49 mila dal “Consorzio nazionale servizi”, entrambi bolognesi, 98 mila dalla Riva acciai attraverso le controllate “Riva Fire” e “Ilva”, 50 mila da parte dell’Associazione Federacciai, 5 mila dalla “Ucimu” 15 mila euro dal Comitato caccia e natura e 40 mila da Carlo Toto, patron di Air One che non avrà previsto l’infausta dichiarazione di Bersani “non indispensabole l’italianità di Alitalia” riferendosi all’apertura ad Air France. Toto non si è comunque risparmiato: 30 mila euro li ha riservati a Marco Minniti (destinatario di altri 50 mila da parte della metallifera “Vitrociset”) 5 mila al dipietrista Egidio Pedrini e 50 mila a Forza Italia.
Il deputato di An Roberto Ulivi, tra i più ferrei oppositori alla liberalizzazione del mercato dei farmaci nei supermercati prevista dal “decreto Bersani”, ha ricevuto 10 mila euro di regalo da Federfarma e altri 8 mila dalle associazioni territoriali di Firenze e Pistoia.

Alessandra Mussolini e il suo movimento “Azione sociale” nelle politiche del 2006 non avendo raggiunto l’1% era rimasta a bocca asciutta dai ricchi rimborsi elettorali. Si è dissolta con Silvio Berlusconi che l’ha ricompensata con 673 mila euro, nonostante Gian Franco Fini abbia bollato suo nonno Benito “il male assoluto del XX secolo”.
Tra i regali di Forza Italia ci sono 220 mila euro alla Dc di Gian Franco Rotondi, 130 mila alla Federazione dei Verdi Verdi per togliere voti ambientalisti al partito di Alfonso Pecoraro Scanio, 2 milioni al nuovo Psi dell’ex tangentaro e condannato “fondo di balera” Gianni De Michelis, 90 mila al Partito Repubblicano di Francesco Nucara, 450 mila ai Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova, 700 mila al partito degli Italiani nel mondo, oltre che un lauto contratto al senatore Sergio De Gregorio, che infatti non ha esitato dare un calcio negli stinchi all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro.

Tra gli imprenditori “Babbo Natale” ci sono Davide Cincotti da Battipaglia (SA) costruttore del porticciolo sardo della Maddalena, amico di Paolo Berlusconi e ospite nella sua villa in Costa Smeralda la scorsa estate, periodo in cui regalò a “Rinnovamento italiano” 295 mila euro. Guarda caso in autunno il suo leader fantoccio Lamberto Dini ha iniziato i flirt con Silvio Berlusconi!
Il cremonese Giovanni Arvedi numero uno dell’acciaio, azionista di maggioranza delle emittenti “Tele Color” e “Primarete Lombardia” che appare anche nella lista dei 390 italiani correntisti scoperti di recente in Lussemburgo, pochi mesi fa ha donato 300 mila euro a Forza Italia e altrettanti al Partito democratico.

Il partito di Berlusconi ha ricevuto in regalo 50 mila euro dalla piemontese “Tubosider” e 75 mila euro dalla ligure “Transider”. Anche il gruppo Riva che ha foraggiato Bersani ha regalato a Forza Italia 245 mila euro. Sarà perciò che i telegiornali danno poca importanza ai morti sul lavoro nelle aziende siderurgiche, evitando accuratamente di fare inchieste sulle difficili condizioni di lavoro dei loro dipendenti?
La già citata Federacciai ha donato 30 mila euro ad Enrico Letta e 50 mila euro all’ex viceministro Adolfo Urso, cui vanno aggiunti i 5 mila che gli ha donato l’associazione produzione macchine utensili “Ucimu” e i 12 mila da parte del Comitato nazionale Caccia e Natura, il quale ha dato una mancia di 5 mila euro anche a Carlo Giovanardi.

  Tratto dal  blog di Daniele Martinelli
 



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