I partiti politici e soprattutto gli “onorevoli” non si arricchiscono
soltanto con gli stipendi, i privilegi e i rimborsi elettorali, bensì anche
tramite le offerte che arrivano da parte di privati cittadini o da aziende.
Riporto alcune cifre deducibili dalla segretissima documentazione conservata
negli uffici del Parlamento che elenca, fra numeri e sigle, i finanziamenti
di questo tipo avvenuti tra il 2006 e i primi mesi del
2008. Carte importanti che disegnano gli intrecci e i
rapporti tra le lobby del mondo imprenditoriale, politico e probabilmente
anche giornalistico.
Per la sola campagna elettorale del 2006, l’ex Ministro dello sviluppo
economico (suo personale) Pier Luigi Bersani ha ricevuto
più soldi di tutti. 500 mila euro in parte così ripartiti:
35 mila dalla “Manutencoop” 49 mila dal “Consorzio nazionale servizi”,
entrambi bolognesi, 98 mila dalla Riva acciai attraverso le
controllate “Riva Fire” e “Ilva”, 50 mila da parte dell’Associazione
Federacciai, 5 mila dalla “Ucimu” 15 mila euro dal Comitato caccia e natura
e 40 mila da Carlo Toto, patron di Air One che non avrà
previsto l’infausta dichiarazione di Bersani “non indispensabole
l’italianità di Alitalia” riferendosi all’apertura ad Air France. Toto non
si è comunque risparmiato: 30 mila euro li ha riservati a
Marco Minniti (destinatario di altri 50 mila da parte della metallifera “Vitrociset”)
5 mila al dipietrista Egidio Pedrini e 50 mila a Forza
Italia.
Il deputato di An Roberto Ulivi, tra i più ferrei
oppositori alla liberalizzazione del mercato dei farmaci nei supermercati
prevista dal “decreto Bersani”, ha ricevuto 10 mila euro di
regalo da Federfarma e altri 8 mila dalle associazioni
territoriali di Firenze e Pistoia.
Alessandra Mussolini e il suo movimento “Azione sociale”
nelle politiche del 2006 non avendo raggiunto l’1% era rimasta a bocca
asciutta dai ricchi rimborsi elettorali. Si è dissolta con Silvio
Berlusconi che l’ha ricompensata con 673 mila euro,
nonostante Gian Franco Fini abbia bollato suo nonno Benito “il male assoluto
del XX secolo”.
Tra i regali di Forza Italia ci sono 220 mila euro
alla Dc di Gian Franco Rotondi, 130 mila alla
Federazione dei Verdi Verdi per togliere voti ambientalisti al
partito di Alfonso Pecoraro Scanio, 2 milioni al nuovo Psi
dell’ex tangentaro e condannato “fondo di balera” Gianni De Michelis,
90 mila al Partito Repubblicano di Francesco Nucara,
450 mila ai Riformatori Liberali di Benedetto Della Vedova,
700 mila al partito degli Italiani nel mondo, oltre che un
lauto contratto al senatore Sergio De Gregorio, che infatti
non ha esitato dare un calcio negli stinchi all’Italia dei Valori di Antonio
Di Pietro.
Tra gli imprenditori “Babbo Natale” ci sono Davide Cincotti
da Battipaglia (SA) costruttore del porticciolo sardo della Maddalena, amico
di Paolo Berlusconi e ospite nella sua villa in Costa Smeralda la scorsa
estate, periodo in cui regalò a “Rinnovamento italiano” 295 mila
euro. Guarda caso in autunno il suo leader fantoccio
Lamberto Dini ha iniziato i flirt con Silvio Berlusconi!
Il cremonese Giovanni Arvedi numero uno dell’acciaio,
azionista di maggioranza delle emittenti “Tele Color” e “Primarete
Lombardia” che appare anche nella lista dei 390 italiani correntisti
scoperti di recente in Lussemburgo, pochi mesi fa ha donato 300 mila
euro a Forza Italia e altrettanti al Partito democratico.
Il partito di Berlusconi ha ricevuto in regalo 50 mila euro
dalla piemontese “Tubosider” e 75 mila euro dalla ligure “Transider”.
Anche il gruppo Riva che ha foraggiato Bersani ha regalato a Forza Italia
245 mila euro. Sarà perciò che i telegiornali danno poca
importanza ai morti sul lavoro nelle aziende siderurgiche, evitando
accuratamente di fare inchieste sulle difficili condizioni di lavoro dei
loro dipendenti?
La già citata Federacciai ha donato 30 mila euro ad Enrico
Letta e 50 mila euro all’ex viceministro Adolfo Urso, cui
vanno aggiunti i 5 mila che gli ha donato l’associazione
produzione macchine utensili “Ucimu” e i 12 mila da parte
del Comitato nazionale Caccia e Natura, il quale ha dato una mancia di
5 mila euro anche a Carlo Giovanardi.


