Cannavaro, il pallone d'oro alla slealtà
Qui però si sta parlando di un giocatore
adulato e adorato, considerato un mito da migliaia di
ragazzi, che si fa filmare mentre si fa una
flebo in un albergo di
Mosca e ci scherza pure su. Si sarebbe anche disposti a
dire: una flebo di acqua e zucchero non ha mai fato male a
nessuno, superando la naturale repulsione per la naturalezza
con cui si affrontano certe pratiche invasive (che peraltro
molti dei colleghi di Cannavaro rifiutano o hanno rifiutato
proprio per paura dell'ago, all'atto del controllo
antidoping). Si sta parlando di un giocatore che su certe
pratiche ci scherza e anche pesantemente, prendendo in giro
chi ammonisce i calciatori sui rischi che corrono
sottoponendo il loro corpo all'inserimento di sostanze
estranee.
E già questo basterebbe perché in un
Paese normale Cannavaro non sia neanche considerato "un
campione". Poi l'Italia sta zitta, ed è normale che
anche l'Europa, meno attenta e consapevole di certe
cose, faccia altrettanto. Né si può immaginare che
l'esperto polacco tenga conto del capitano coraggioso
che scappa mentre la nave affonda: Cannavaro l'ha fatto
a Parma e, più recentemente e clamorosamente, a Torino,
raggiungendo il suo mentore al Real Madrid. Ma anche
questo è professionismo, e dicono che sia normale.
Quello che il giornalista moldavo non sa è la storia del
passaggio di Cannavaro dall'Inter alla Juve. Una
settimana prima della conclusione del mercato, il 23
agosto 2004, Moggi contatta Cannavaro
(e non lo potrebbe fare, visto che è sotto contratto con
Moratti), Cannavaro risponde e l'ex dg juventino gli
espone l'idea che hanno avuto lui e il procuratore Paco
Casal: "Fai chiamà Ghelfi, o il brindellone alto, il
presidente, gli dici che vuoi andare via. Chiama Ghelfi
e Ghelfi lo farà". Insomma, Cannavaro spinge con la
dirigenza interista per andare via, alla Juve, perché
all'Inter non gioca e l'allenatore non conta su di me.
Detto, fatto: l'Inter viene costretta a vendere il
giocatore alla pari con Carini, portiere uruguaiano di
cui si sono perse le tracce. Cannavaro, giocatore che si
inventa di sana pianta un sistema per andare alla Juve e
che mente a chi lautamente lo stipendia. Bell'esempio di
sportività.
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